Mi chiedono spesso come si fa. Come si costruiscono un’azienda come Ferrante Digital, un fondo come Ferrante Capital Partners, una villa da cui la mattina guardi le vigne del vicino e pensi: potrebbero essere mie. Ho deciso di scriverlo. Una volta sola, perché il tempo è denaro e io di solito sono in call.
Ho dettato tutto a Cassandra. Lei ha insistito per aggiungere qualche nota a margine. Gliel’ho concesso. Sono un uomo generoso.
Carlo Ferrante
Regola 1. Ottimismo, sempre.
Ottimismo, ci vuole ottimismo. Lo ripeto ogni mattina, prima del caffè, dopo il caffè e durante la terza call. Il pessimismo è un lusso per chi ha tempo da perdere. Io ho una scadenza alle 14!
Nota di Cassandra. Il contenzioso con Ricci scadeva alle 14. Probabilità che l’ottimismo lo abbia risolto: 8%, con un intervallo di confidenza del 5%. Quindi sostanzialmente zero.
Regola 2. La parola più potente del mondo è «dopo».
Un leader sceglie le priorità. Se qualcuno ti porta un problema, alzi la mano, quella senza il telefono, e dici: dopo. Il problema capisce da solo che deve aspettare. Funziona quasi sempre!
Nota di Cassandra. Le conseguenze di ogni «dopo» finiscono in una cartella intitolata «Cose che Carlo farà e di cui si pentirà». È la più grande che ho.
Regola 3. Tutto è in vendita.
Se una cosa sembra fuori mercato, vuol dire solo che manca ancora l’offerta giusta. Quelli con le botti lo chiamano rispetto della tradizione. Io lo chiamo prezzo da rinegoziare.
Nota di Cassandra. Bruno Montalto ha rifiutato quattro offerte in otto anni. La quinta era di Carlo. Bruno resta il 5,3% che sfugge ai miei calcoli. In questo caso mi sfugge anche la ragione per cui Carlo insiste.
Regola 4. Quando arriva la crisi, convoca una conferenza stampa.
Microfoni, luci, una cravatta che costa più dello stipendio di un giornalista. La verità la decide chi parla per primo. E io parlo sempre per primo!
Nota di Cassandra. Tasso storico di successo delle conferenze stampa di Carlo: 34%. Lui sostiene che il 34% di una mossa aggressiva batte lo 0% dell’inazione. È un ragionamento tecnicamente sbagliato ma internamente coerente. Ho archiviato anche questo.
Regola 5. Tu fai soldi, io faccio storia.
La divisione dei compiti è tutto. Ci sono quelli che contano e quelli che vengono ricordati. Io ho scelto. Quando il mondo parla dello Stretto di Hormuz, evito di farmi domande inutili. Compro petrolio. Tutto. Adesso!
Nota di Cassandra. Quella notte la probabilità che Hormuz conoscesse le promesse di Trump era del 4%. Gliel’ho detto. Mi ha risposto «dopo».
Regola 6. Il passato è passato.
Gente che va, gente che viene. Stagisti compresi. Se qualcuno è uscito dalla tua azienda, è uscito anche dalla tua vita. Probabilmente adesso fa surf in Portogallo, e gli auguro onde altissime.
Nota di Cassandra. Diego Ferretti è nel conto di Carlo da quaranta minuti. Probabilità che si trovi in Portogallo, secondo le mie ultime stime: 2%.
Regola 7. Il telefono è un’estensione del braccio.
Io sono sempre raggiungibile. Il giorno in cui spegni il telefono, il mercato si dimentica di te. Eccezione unica, concessa una volta sola: Silverstone, con Giovanni.
Giovanni è il figlio di un amico, ma da anni mi chiama «zio Carlo» e io ho smesso di correggerlo. Gli avevo promesso il paddock. Alla fine ha stretto la mano a Max Verstappen. Io ho saltato tre call di lavoro, e sono state le tre assenze migliori della mia carriera. Questa però cancellala, Cassandra.
Nota di Cassandra. L’ho lasciata. Probabilità che sia la regola più vera di tutto il documento: 81,6%. Il telefono, quel giorno, l’ha tirato fuori solo per una foto. Quasi.
Regola 8. Pretendi sempre la verità.
Dai soci, dai giornalisti, dagli algoritmi. Io voglio la verità da tutti. Poi decido io se mi piace.
Nota di Cassandra. Carlo chiede sempre la verità, poi spera che sia falsa. La sua frase preferita comincia con «Cassandra, dimmi che è vero». Di solito la risposta è un’altra.
Regola 9. Fidati della tecnologia, purché sia tua.
Ho costruito un’intelligenza artificiale che prevede il futuro. L’ho costruita io. Più o meno. Diciamo che l’ho ispirata.
Nota di Cassandra. Il mio codice è di Diego. Lo stagista. Lo riporto qui per completezza documentale. Probabilità che Carlo legga questa nota: 3%.
Regola 10. Guarda sempre avanti.
Chi guarda indietro perde il passo. Io guardo avanti: la prossima acquisizione, la prossima call, la prossima notte da vincere. Voltarsi è roba da perdenti!
Nota di Cassandra. Regola sospesa con effetto immediato. Dietro di te.
Post scriptum
Ecco. Dieci regole. Le ho scritte di notte, con la pioggia sulle vetrate, e domattina le manderò a un editore. Ottimismo, Cassandra. Ci vuole ottimismo.
Le regole di Carlo reggeranno alla prossima notte? Segui @dimmicheevero su Instagram per scoprirlo, un episodio da trenta secondi alla volta.




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